La voce delle Sorelle Landra

Ci è sempre piaciuto dire la nostra sui miti veri e falsi della cucina

Latte di unicorno: l'elisir di lunga vita è diventato realtà

 

 

di Margherita e Laura Landra

Harry Potter e la Pietra Filosofale ci ha insegnato che “soltanto uno che non ha niente da perdere e tutto da guadagnare commetterebbe un delitto del genere”, ovvero quello di bere il sangue di unicorno: perché uccidendo una cosa pura e indifesa per salvarti, si vivrà una vita maledetta.

Per fortuna i romanzi di J.K Rowling, non ci hanno mai parlato del latte di queste creature leggendarie, dal corpo di cavallo con un corno in mezzo alla fronte. Tipicamente raffigurato come un cavallo bianco con un corno avvolto a spirale sulla fronte, ha sempre avuto la fama di avere poteri magici. Simbolo della saggezza, nel medioevo gli è stata attribuita la capacità di neutralizzare i veleni e che se privato del corno, sarebbe morto.

L’unicorno detto anche liocorno, da sempre animale leggendario, nel Medioevo partecipa al Palio delle Contrade di Siena dove viene rappresentato con un cavallo con un corno in testa; nel 2017 questa mitica figura è tornata alla ribalta grazie al suo preziosissimo latte.

Sul finire del 2016 un caffè di Brooklyn ha inserito l’unicorn latte nel suo menù: questa bevanda ricorda in versione alternativa e più colorata il già noto golden milk (parola più cercata su Google nel 2016).

Coi suoi colori vivaci che ricordano l’arcobaleno, è la nuova moda negli USA e tra coloro che la considerano un toccasana per la salute: è il must per tutti coloro che vogliono assaggiare un pizzico di magia!

Al The End, locale in cui è nato questo “latte”, hanno sposato la filosofia della medicina ayurvedica che usa cibo e bevande come cura per riguadagnare e mantenere il proprio equilibrio. Le bevande a base vegetale sono la regola qui: petali di rosa bulgara per la detox, drink colorati e rimineralizzati con alghe e miele, cocktail “anti ansia” a base di cacao e spezie… “vogliamo lasciare i clienti in un posto migliore di quello in cui li hanno trovati.”: è questa la filosofia dei proprietari!

Il nome già da solo ha una grande forza evocativa ma pare che questa “pozione” proposta dal coffee bar di Brooklyn sia ricostituente, tonificante e capace di apportare chiarezza mentale.

Non c’è trucco, non c’è inganno: sono gli ingredienti che fanno la differenza!

due tazze di latte di mandorla senza zucchero
un cucchiaio di succo di zenzero fresco
un cucchiaino di polvere di spirulina Blue Majik
mezzo cucchiaino di polvere di ashwagandha
petali di rosa bulgara per decorare (oppure zuccherini colorati)

Il latte di mandorla è molto apprezzato per perdere peso, regolare i livelli di colesterolo o da coloro che soffrono di gastrite. Una tazza di questo latte, senza zucchero, ha solo 30 calorie ed è fonte di vitamina A, D, proteine, Omega 6, zinco, calcio, ferro, magnesio e potassio. Ideale per coloro che sono intolleranti al lattosio, è inoltre consigliato in caso di gastroenterite perché ricco di potassio. La fibra del latte di mandorla protegge l’intestino e la vitamina B12 di cui è ricco, rafforza unghie e capelli oltre a idratare la pelle.

Le proprietà curative dello zenzero sono molteplici e negli ultimi anni sono diventate molto note. Uno dei modi più efficaci per utilizzarlo è come antinfiammatorio capace di ridurre dolori delle articolazioni, previene ogni tipo di crampo e dona sollievo dall’emicrania. Alcuni studi hanno dimostrato che è utile nella prevenzione del cancro, infatti uccide le cellule cancerose responsabili dell’insorgere della malattia e nel caso del cancro al seno rallenta la crescita delle cellule malate. Abbassa la pressione sanguinea immediatamente, aiuta la digestione e abbassa il colesterolo cattivo e inoltre è un valido alleato in caso di influenza.

Il Blue Majik non colora solamente il latte di unicorno di blu, ma è l’ingrediente principe di questa bevanda: l’estratto dell’alga spirulina è già considerato un super cibo grazie alle notevoli proprietà per il nostro organismo.

Nominata nel 1974 dalla Conferenza Mondiale dell’Alimentazione dell’ONU “alimento del futuro” e dall’OMS “miglior cibo del XXI secolo”, è stata inclusa nell’alimentazione degli astronauti durante le missioni spaziali.

Questo ceppo specifico di alghe proviene da un lago di Klamath, in Oregon, dove 17 fiumi ricchi di minerali fluiscono, creando un bacino di acqua notevolmente nutriente. La qualità alcalina del lago garantisce una riproduzione costante delle alghe blu-verdi.

Amata da vegani e vegetariani, spopola in America ma in Italia l’alga spirulina è ancora poco conosciuta sebbene l’uomo la conosca da secoli: in Messico gli Aztechi la usarono per secoli come ingrediente del Tecuitlatl, mentre in Africa, la tribù Kanembu, sulle sponde del lago Ciad la utilizza ancora nella torta che chiamano dihè.

Questo tipo di alghe contiene più proteine di qualsiasi altro organismo e il profilo amminoacido è praticamente identico a quello del corpo umano: non c’è quindi da stupirsi che faccia così bene alla nostra salute!

La spirulina ha un contenuto proteico formidabile, superando le uova, il latte in polvere, la carne, il pesce e la soia; è ricca di vitamine B1, B2 e B3, contiene elevate quantità di ferro facilmente assimilabili dal nostro organismo, calcio e magnesio ed è invece povera di iodio e sodio.

Energetica, ma non ingrassante, aiuta a ridurre il colesterolo cattivo e favorisce l’aumento di quello buono, proteggendo quindi dalle malattie cardiache; contiene acido y-linolenico che la rende un ottimo alleato in caso di infiammazioni e per aumentare le difese immunitarie. La vitamina E e il betacarotene, svolgono una notevole azione disintossicante e antiossidante; la presenza di clorofilla la rende ideale nella cura dell’anemia.

Negli ultimi anni la FAO, ha avviato diversi progetti per utilizzare la spirulina per contrastare la fame nel mondo e la malnutrizione e contribuire a realizzare uno sviluppo sostenibile di questa micro alga: sembrerebbe che un solo grammo al giorno di spirulina per un mese, faccia uscire dallo stato di malnutrizione grave. Nuovi studi suggeriscono che non solo migliora lo sviluppo fisico del bambino ma anche le prestazioni cognitive; inoltre aiuterebbe le persone affette da HIV/AIDS ad aumentare il peso e sentirsi meglio.

L’aswagandha, spesso chiamata “ginseng indiano”, è tra le piante maggiormente usate dalla medicina ayurvedica che da tempo immemore la annovera tra le cure per rinforzarsi e far fronte allo stress: l’erba “odore di cavallo”, questa la traduzione dal sanscrito, dona a chi ne fa uso la forza e il vigore di uno stallone… forse è per questo che è considerata un prodigioso afrodisiaco naturale!

Della famiglia delle Solanaceae cresce naturalmente in alcune zone del Mediterraneo ma è tipica del territorio asiatico. Pilastro della medicina ayurvedica, è utilizzata come rimedio fitoterapico in grado di produrre un miglioramento generale delle condizioni sia fisiche che psichiche ottimizzando la resistenza dell’organismo allo stress, contrastando ansia, nervosismo e depressione.

Dalle interessanti proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche, è stata soggetto di vari studi che nel corso del tempo hanno dimostrato come questa pianta possa essere utilizzata nel trattamento di malattie legate all’apparato respiratorio e che grazie alle sue proprietà disinfiammanti sia di sostegno in caso di dolori muscolari, ossei e reumatici.

Recentemente sono emerse interessanti prospettive in merito al trattamento di alcuni tipi di cancro e di diverse forme di demenza senile e presenile, come a esempio il morbo di Alzheimer.

Risalgono al 1664 i primi impianti per distillare l’essenza della rosa bulgara, invece non è noto quando e dove questo fiore sia stato trapiantato in Bulgaria. Le più rinomate ditte di cosmetica europee, americane e australiane utilizzano l’essenza di rosa bulgara, che da tre secoli mantiene immutate le sue pregiate qualità. Questa essenza è consigliata dalla medicina popolare per i lavaggi agli occhi, in caso di ustione e contro le infiammazioni del cavo orale. È stato comprovato l’effetto terapeutico in caso di infiammazioni della cistifellea e calcoli biliari: in seguito alla somministrazione di essenza di rose, i calcoli si frantumano e l’infiammazione sparisce.

Uno studio guidato dall’accademico Antas Maleev, presidente dell’Accademia di Medicina di Sofia, ha effettuato un’accurata ricerca farmacologica e clinica sui diversi prodotti di rosa ed è stato prodotto il farmaco Rosanol che una volta somministrato stimola la secrezione del succo biliare con un effetto benefico su tutto l’apparato digerente. Lo Zhirosital è particolarmente indicato contro i mali della cistifellea e del fegato, agendo come analgesico contro spasimi degli organi digestivi, anche questo farmaco è base di rose.

Noè avrà pure dimenticato i due liocorni ma il latte di unicorno ha fatto impazzire il mondo: Istagram è pieno di immagini di preparazioni a base di Blue Majik, Starbuks ha lanciato l’Unicorn Frappuccino in versione limitata… non vi resta che frullare gli ingredienti, decorare con i petali di rosa e buttarvi “nel massimo dello psichedelico che puoi ottenere senza l’uso di droghe” come sostiene Madeleine Murphy, uno dei soci del The End di New York.

 

 

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